Whisky o Whiskey? Sveliamo il mistero

12 Giugno, 2021
differenza tra whisky e whiskey

Cos’è il whisky?

Partiamo col dire che il Whisky è un distillato, ossia una bevanda alcolica ottenuta dai cereali tra i quali l’orzo è il più utilizzato.

Tra le varie fasi per produrlo, le più importanti sono la fermentazione (un processo di trasformazione che avviene grazie ai lieviti che si nutrono degli zuccheri contenuti nei cereali trasformandoli in alcol) e la distillazione (operazione immediatamente successiva che consiste prima nel far evaporare il liquido appena fermentato facendolo bollire e poi riportarlo allo stato liquido raffreddandolo). Tutto questo tramite un macchinario detto alambicco.

alambicco per la produzione del whisky

La paternità di questo distillato è contesa da sempre tra scozzesi e irlandesi ed è proprio qui che risiede la prima differenza terminologica relativa all’argomento: Scotch “whisky” senza “e” in riferimento allo stile produttivo della SCOZIA e Irish “whiskey” con la “e” in riferimento allo stile produttivo dell’IRLANDA.

E’ da queste due colonne portanti che derivano gli altri principali produttori del panorama mondiale e la presenza o meno della “e” indica a quale modello si sono ispirati per ricreare il distillato:

  • America: che definisce “Bourbon” il proprio Whiskey in riferimento alla contea omonima dalla quale ebbe inizio la commercializzazione di questo prodotto.
  • Giappone: produttore del “Japan Whisky”
il funzionamento spiegato delle elezioni americane whisky
japan whisky

Le caratteristiche

Il concetto fondamentale da tenere in considerazione parlando di questo distillato, è che a seconda del Paese di origine è diverso per:

  • Materia prima utilizzata
  • Zone di produzione
  • Metodo produttivo
  • Proprietà organolettiche 

Delle 4 voci elencate, vorrei focalizzare la vostra attenzione sull’ultima che in un certo senso include in sé anche le altre.

Per capire il perchè bisogna prima intenderci su cosa siano le proprietà organolettiche: il termine sta ad indicare l’insieme delle caratteristiche chimico-fisiche di un alimento, in questo caso del whisky, percepite dagli organi di senso quali vista, olfatto e gusto e che suscitano nel consumatore reazioni emotive diverse come ad esempio il piacere, il gradimento ma anche l’indifferenza o il disgusto. Le proprietà organolettiche di un “Bourbon” sono differenti da quelle di uno “Scotch” e quindi anche le sensazioni che percepiamo legate ad essi cambieranno.

Al fine di comprendere meglio quali siano queste sensazioni, può essere utile esaminare le caratteristiche del distillato nei vari Paesi di origine.

Scotch whisky

La materia prima principale dalla quale si ottiene è l’orzo maltato cioè il chicco d’orzo messo in acqua e tolto appena germogliato.

L’elemento fondamentale dal quale è caratterizzato è senza ombra di dubbio la torba, ossia un mucchio di resti vegetali semidecomposti impregnati d’acqua, utilizzato come combustibile durante la fase di “essiccazione” del chicco d’orzo in forni appositi. La sua caratteristica è che bruciando sprigiona molto fumo, il quale venendo a contatto diretto con il chicco, donerà al distillato il tipico odore affumicato degli Scotch.

la torba affumica il whisky

Il Whisky Scozzese subisce per legge un invecchiamento minimo di 3 anni in botti di rovere americane o spagnole, nuove o già usate per contenere vini liquorosi o Bourbon. In alcuni casi rarissimi si possono trovare anche prodotti maturati fino ad alcuni decenni.

Un valido rappresentante di questa scuola produttiva può essere senza dubbio il Glenfiddich, uno degli Scotch più venduti e distribuiti al mondo.

scheda dello scotch whisky

Irish whiskey

Il whiskey irlandese differisce da quello scozzese non solo per il modo in cui è scritto. Innanzitutto, la materia prima è costituita sia da orzo maltato che non: il secondo non ha germoglio.

Un’altra differenza è relativa alla fase di “essiccazione”: mentre in Scozia avviene tramite i fumi della combustione della torba, in Irlanda avviene tramite il calore derivante dalla combustione del carbone senza far entrare l’orzo a contatto con i fumi. Questo perchè gli irlandesi preferiscono sentire nel bicchiere sia i profumi del malto di origine che quelli derivati dall’invecchiamento in botte che conferisce al distillato soprattutto sentori tipici di vaniglia e cuoio.

Il risultato finale è che l’Irish whiskey, rispetto allo Scotch, risulterà più morbido e bilanciato ma allo stesso tempo avrà anche una struttura maggiore data dalla presenza ulteriore dell’orzo non maltato.

Anche il distillato irlandese ha un invecchiamento minimo di 3 anni ma raramente va oltre i 12. Le botti utilizzate sono di rovere americano che ha già contenuto vini liquorosi o Bourbon.

Prodotto simbolo di questo stile produttivo è senza dubbio il Jameson, l’Irish Whiskey più venduto al mondo.

caratteristiche principali dell'irish wisky

Bourbon whiskey

È la versione americana di questo distillato che come possiamo intuire dalla presenza della “e” si ispira soprattutto alla filosofia produttiva degli irlandesi. Ma in questo caso le materie prime principali sono due cereali: il mais e la segale.

Il primo conferirà al distillato dolcezza e morbidezza mentre il secondo compenserà al fine di ottenere prodotti più secchi e bilanciati.

Peculiarità del Bourbon è l’invecchiamento minimo di 2 anni in botti nuove di rovere carbonizzato per trasmettere al distillato profumi di vaniglia e frutta secca tipici di questa scuola produttiva.  

Un prodotto che consiglio per lo stile americano è il Buffalo Trace, tra i più apprezzati in America.

caratteristiche del bourbon whisky

Japan whisky

Il whisky giapponese è il clone fedele di quello scozzese ma la tendenza alla perfezione e all’equilibrio di questo popolo ha eliminato le spigolosità tipiche dello Scotch facendone un distillato armonico, per tutti e facile da bere.

La materia prima per produrlo è l’orzo maltato direttamente importato dalla Scozia, poichè i giapponesi non hanno una produzione interna di questo cereale. Nonostante la provenienza dalla scuola scozzese, il Japan Whisky risulta più morbido e bilanciato, elegante al naso con note erbacee e floreali.

L’invecchiamento minimo è di 3 anni, in botti prodotte direttamente in Giappone da una quercia locale che prende il nome di Mizunara. Il legno proveniente da questo albero conferisce al distillato profumi davvero intriganti di incenso, eucalipto, anice e mirra.

Uno su tutti a testimonianza di questo grande stile è il Nikka Whisky, tra i più apprezzati.

nikka whisky

Conclusione

Saper bere bene, così come il saper mangiare bene, sono esperienze che trascendono il semplice nutrirsi o dissetarsi.

Nella produzione di questi distillati confluiscono delle tradizioni secolari fatte di tentativi e continui affinamenti. Dentro un bicchiere quindi, non c’è solo un liquido, ma la storia e la cultura di un paese che porta con se sapori e odori sorprendenti.

Servono un po’ di assaggi per iniziare a distinguere i vari tratti (bevete responsabilmente eh) ed affinare il palato ma una volta lì, apprezzerete tutto molto di più ed avrete ampliato la vostra sfera sensoriale.

Un po’ come per la poesia, l’arte, la musica: da principio non si è in grado di apprezzarle pienamente, ma col tempo si parte per dei veri e propri viaggi.

PROSIT!

Lorenzo

Ciao a tutti, mi chiamo Lorenzo e sono diplomato come barman alla Mixology Academy e diplomando all’AIS: Associazione Italiana Sommelier.

Devo dire che scrivere un articolo è stata un’esperienza molto interessante e che non escludo di poter ripetere. Sonia e Davide sono davvero stati di grande aiuto nel guidarmi e supportarmi in tutte le fasi di predisposizione, scrittura e correzione e li ringrazio pubblicamente.

Lorenzo

BIBLIO

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