Vitamina A: Retinolo e Beta-carotene

10 Ottobre, 2021
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La vitamina A si trova davvero un po’ ovunque, sia in alimenti di origine animale, che vegetale. La sua forma attiva si chiama retinolo ed è distribuita nel grasso e nel fegato degli animali. Mai sentito parlare del terribile olio di fegato di merluzzo?

Sempre nella squadra della vitamina A gioca il beta-carotene, presente nei vegetali dal colore arancio-rosso come carote, zucca, albicocce, pesche o quelli a foglia verde come spinaci o lattuga. Questo elemento quando ingerito non è subito pronto all’uso, ma dovrà subire alcuni processi metabolici fondamentali per diventare retinolo.

E’ fondamentale per la vista permettendoci di vedere al BUIO. Sai quando entri in una stanza buia e pensi “devo solo abituarmi?”. L’occhio, per “abituarsi”, apre la pupilla per far entrare più luce che interagisce con la rodospina (che si forma grazie alla vitamina A).

Fa benissimo alla pelle, perchè favorisce il ricambio delle cellule epiteliali. Farmaci a base di derivati della vitamina A sono usati nel trattamento dell’acne, psoriasi, impetigine o foruncoli.

Favorisce la differenziazione e divisione cellulare, è infatti fondamentale per lo sviluppo fetale e la crescita del bambino.

E infine ci protegge: è cruciale per la funzionalità del nostro sistema immunitario, come anti-ossidante, nella prevenzione di infezioni, malattie cardiovascolari e cancro.

vitamina a_funzione
vitamina a_carenza e tossicita

Con la vitamina A però non si scherza, non dobbiamo assurmene nè troppo poca, nè troppa.

Troppo poca? Si rischia la cecità nottura (emeralopia) o la secchezza della congiuntiva e della cornea (xeroftalmia), perfino la cecità. E’, infatti, la prima causa di cecità infantile al mondo. Può aumentare anche il rischio di infezioni gravi e frequenti.

Troppa? La vitamina A tende ad accumularsi nei tessuti e a causare fenomeni di tossictà. I sintomi che possono manifestarsi sono: irritabilità, stanchezza, prurito, inappetenza fino a ingrossamento di fegato e milza. Nelle donne in gravidanza può causare gravi malfromazioni nel feto (teratogenesi).

Sfatiamo un mito: ingozzarti di carote NON ti farà abbronzare di più. Il povero beta-carotene non è in grado di stimolare la produzione di melanina, la proteina che ci consente di abbronzarci, ma può al più depositarsi nel grasso sottocutaneo dando un leggero colore aranciato. Tuttavia, grazie alle proprietà benefiche della vitamina A sulla pelle, può essere utilizzata come coadiuvante dei filtri solari per proteggerla da scottature e fenomeni di fotosensibilizzazione.

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Se vuoi approfondire un po di più dai un’occhiata qui: Articolo di Humanitas

VERBA VOLANT, S.C.R.I.P.TA. MA(YO)NENT

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