Come studiare e ricordare tutto
24 Novembre, 2020

Apri la mente a quel ch’io ti paleso e fermalvi entro;

che non fa scienza, senza lo ritenere, avere inteso

Paradiso V, 41-42

Studiare… A memoria?

Se nella vita gli esami non finiscono mai, meglio capire come studiare al meglio altrimenti si rischia un peccato mortale, per noi mortali: buttare tempo.

Quante volte mi hai costretto all’ennesimo leggi e ripeti straziante, infinito, noioso. Come dici? Ah si certo che imparavi, ma a che prezzo? In quanto tempo?
Come segare un albero con un coltello da cucina, alla fine magari riesci, ma quanto ti è costato? Meglio con la motosega no?

Allora ti chiedo, ancora una volta, ascoltami perchè nessuno meglio di me, del tuo cervello, può dirti come immagazzinare efficientemente quello che studi. La ricetta magica è racchiusa in una parola: RITMO.

Studiare al ritmo della concentrazione

Pensa alle montagne russe: partono piano piano con poca pendenza, tutto ad un tratto arriva una brusca accelerata, la velocità sale e la quota anche, vedi solo il cielo e nulla dopo la salita verticale. Sei in cima e capisci che sta arrivando. Un sospiro, un urlo e sei in caduta libera.

Beh la tua concentrazione fa esattamente la stessa identica cosa: ha un periodo di riscaldamento ma dopo un po’ arrivi in quello splendido stato mentale in cui sei super focalizzato: sei in cima alla montagna russa.

Il tempo scorre senza che te ne renda conto e nulla può fermarti o distrarti da quello che stai facendo.

Ma, ahite, non è uno stato che dura in eterno. Dopo un po’ il pensiero della cena si intrufola e ti distrae. Lo scacci, ma dopo qualche minuto pensi al bel film di ieri sera, alla partita che sta per iniziare, alle camicie da ritirare in lavanderia…

Sei nella picchiata verso il basso della montagna russa: la concentrazione è bella che andata.

Non preoccuparti quando accade perchè è più che normale. Sono io che non riesco a mantenere questi livelli alti di attività per molto e quindi ogni tanto allento le redini.

Mumble

“Cervello scusa, ma quindi quanto tempo ho di massima concentrazione prima del calo fisiologico?”

Beh dipende da persona a persona ma, in linea generale, il calo della concentrazione può arrivare tra i 25 e i 50 minuti dall’inizio della sessione di studio/lavoro.

Quando cominci a sentire i sintomi del calo della concentrazione a quel punto cosa fai? Te lo ho visto fare migliaia di volte quindi non mentire ora, a me tanto non puoi. Ti sforzi e resisti ancora un po’ finchè non sei completamente esausto e annoiato. Allora fai la PAUSA.

Erroraccio! Ma attenzione, il problema non è aver fatto la pausa, ma QUANDO hai deciso di farla. Tra poco capirai perchè.

Studiare al ritmo della memoria

NO CONCENTRAZIONE = NO COMPRENSIONE e capire quello che stai studiando è la condizione necessaria (ma non sufficiente) per ricordarlo in futuro.

Pensa alle onde dell’oceano e al loro movimento. Se hai mai navigato sai che è un continuo su e giù giusto?

Bene questo è quello che, in una sessione di studio, accade alla tua memoria: fa su e giù.

La memoria infatti è al suo massimo picco all’inizio della sessione (studio o lavoro che sia), poi cala progressivamente. Toccato il minimo riprende a risalire fino al secondo picco alla fine della sessione. 

Mumble

“Scusa cervello, ma non posso pensar di ricordare solo l’inizio e la fine della mia sessione. Possibile che non ci sia un modo per aumentare i picchi di memoria?”

Certamente che esiste il modo. La soluzione è in effetti banale e nella sua banalità assolutamente geniale: frammentare la sessione di studio in tanti inizi e tante conclusioni. E come frammentare una sessione di studio? Con le PAUSE.

Se la memoria è particolarmente attiva all’inizio e alla fine di una sessione, spacchettandola in frazioni avrai più inizi e più conclusioni con altrettanti picchi di memoria.

In una sessione di studio da 2 ore o più, guarda cosa succede facendo una piccola pausa ogni 30 minuti o senza mai farne una.

U

AHA!

Studiare è quindi un’attività scandita da un ritmo ben preciso: quello della concentrazione e quello della memoria. Il tempo di questo ritmo è dato dalle PAUSE

Mantieni l’equilibrio: fai un pausa!

A questo punto dovrebbe essereti chiaro che le pause giocano un ruolo importante perchè mi danno la possibilità di prendere fiato e prepararmi per sostenere l’attività meglio e più a lungo.

Pensa ad un atleta: non allenarsi e dare il tempo al fisico di recuperare, è tanto importante quanto l’allenarsi. Beh io sono come un atleta. Consumo energie durante lo studio e devo avere il tempo di rimettermi in sesto per poter riprendere ad  alti livelli.

Le pause sono lo strumento che ti consente di mantenere concentrazione e memoria, sempre in equilibrio.

Mumble

“Scusa cervello, ma a questo punto quando sarebbe il momento giusto per concedermi una pausa?”

Eccoci dunque al succo di tutta la questione.

Torniamo per un attimo all’erroraccio di prima: la pausa fatta al momento sbagliato. In genere tutti tendono a sforzarsi di proseguire nella loro attività, nonostante i chiari sintomi del calo di concentrazione, fino al momento in cui non se ne può più fare a meno. A quel punto ci si concede la tanto sognata pausa.

Ma poi che succede? Sii onesto. Il tempo che ti eri concesso per il tuo break finisce, è ora di rimettersi a studiare. Prolunghi la pausa di altri 5 minuti, poi altri, poi ancora. E’ fatta, se ne riparla domani, forse.

Questo accade perchè il solo pensiero di rimettersi sui libri ti fa venire il voltastomaco. E questo accade perchè il tuo cervello associa a quell’attività le ultime sensazioni che ha provato, quelle di quando hai cioè interrotto per fare un pausa: noia e sfinimento.

Quando fare la pausa?

Immagina di essere nella Savana con un’altra persona. Un leone vi coglie di sorpresa e il tuo partner ha la peggio. Non hai un’arma con te. Cosa fai? Immagino te la dia a gambe più veloce che puoi. Se l’indomani ti dovesse capitare di vedere un altro leone, molto in lontananza, anche se fossi armato cosa faresti? Cambieresti sicuramente strada e gireresti al largo da quella che ormai, nella tua testa, è (giustamente) una minaccia.

Interrompere lo studio quando sei ormai esausto e hai praticamente il voltastomaco, fa restare il tuo cervello ancorato a quelle sensazioni. Proprio come il cacciatore che, traumatizzato ormai dal leone, ne gira al largo anche se molto lontano, ugualmente tu non riuscirai a rimetterti a studiare. Il tuo cervello è incastrato sulle sensazioni negative che avevi quanto hai interrotto.

Quindi? Devi interrompere quando non hai ancora quelle sensazioni. Quindi?

U

AHA!

Le PAUSE si fanno quando sei all’apice della concentrazione. Questo è il segreto più grande.

In questo modo non vedrai l’ora di rimetterti a studiare per riprendere dal punto che avevi lasciato in sospeso perchè eri in uno stato mentale di assoluta concentrazione. Ti sentivi bene, apprendevi, capivi, memorizzavi. Nessun pensiero negativo ti impedirà di riprendere perchè il tuo cervello è ora incastrato sulle sensazioni positive che provavi al momento di interrompere.

Studiare con un ritmo ideale

Un ciclo di studio ideale, che armonizzi la concentrazione e la memorizzazione, non fa altro che posizionare in maniera strategica le pause.

In linea generale potrebbe essere fatto così ma ovviamente sperimenta pure e trova quello che maggiormente si adatta a te perchè non esiste una regola universale ma solo linee guida

Minuti di STUDIO

Minuti di PAUSA

Minuti di RIPASSO

Ripassare è il segreto per memorizzare

L’ultimo segreto da apprendere è che per ricordare per sempre quello che hai studiato e traghettarlo dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine devi ripassare.

Come? Innanzitutto non rileggere mai per ripassare. Ogni volta che crei una nuova catena neuronale per memorizzare qualcosa, devi ripercorrerla per renderla più salda. Rileggendo non la ripercorri perchè non ti stai sforzando di ricordare.

Molto più efficace è farti domande sull’argomento e provare a rispondere, interrogarti in sostanza. La rilettura può arrivare solo in un secondo momento per verificare quanto sei riuscito a ricordare e colmare eventuali buchi.

Quando? Servono solo 5 ripassi scadenzatiUna volta compresa una cosa e fatta la prima memorizzazione è importante rivederla subito. Questo la salderà nella memoria per circa 24 ore. Ripassarla dopo le 24 ore ci darà una settimana. Ripassarla dopo una settimana ci darà un mese. Ripassarla dopo un mese ce ne darà dai 3 a i 6. Dopo il ripasso ai 3/6 mesi sarà ufficialmente transitata nella memoria a lungo termine

U

AHA!

Servono solo 5 ripassi distanziati per trasportare quello che hai studiato dalla memoria a breve termine a quella a lungo;

  • RIPASSO 1: subito dopo aver studiato
  • RIPASSO 2: dopo 1 giorno dal ripasso 1
  • RIPASSO 3: dopo 1 settimana dal ripasso 2
  • RIPASSO 4: dopo 1 mese dal ripasso 3
  • RIPASSO 5: dopo 3 mesi dal ripasso 4

Conclusione

Esiste quindi un modo migliore per studiare rispetto a l’uinico che ti è sempre stato insegnato.

Purtroppo questi studi non erano molto conosciuti fino ad una decina di anni fa e pertanto, se hai fatto le scuole in quel periodo, è probabile che anche tu sia stato vittima, come me, degli infiniti leggi e ripeti.

Ora che hai le chiavi della memorizzazione e dello studio, non ti resta che cominciare a sperimentare queste tecniche su te stesso.

Come sempre infatti, conoscere il metodo è solo metà del lavoro: l’altra metà è applicarlo. Niente formule magiche ma solo il più naturale e Da Vinciano “prova-aggiusta-riprova” e questo devi VOLERLO fare.

Non vedo l’ora di sapere da te come stia andando. BUONO STUDIO

E detto questo non resta che salutarci e darci appuntamento nel prossimo articolo. Fino a quel momento tu studia e soprattutto… RESTA CURIOSO

Davide

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